SEMINARI DI MUSICA DA CAMERA – 08/11-07-2024

SEMINARI DI MUSICA DA CAMERA – 08/11-07-2024

 

 

 

SEMINARI DI

MUSICA DA CAMERA

Dall'8 all'11 luglio 2024

Parma, Aula 9 del Conservatorio di Musica "Arrigo Boito"

Inseriti nel Master di Alto Perfezionamento in Musica da Camera

e aperti a studenti esterni

 

 

 

 

Lunedì 8 luglio 2024, ore 10,30 – 13,30

COSA CI RACCONTA LA MUSICA DA CAMERA (I)

A cura di Giordano Montecchi

Non potremo mai sapere con certezza se all'alba dei tempi nacque prima una ninna nanna o un canto rituale. Probabilmente nella preistoria e poi nella storia della musica, fra le tante polarità e opposizioni in cui essa si è dipanata, una delle principali è stata la dialettica fra solo e tutti, fra pochi e molti. Da una parte la dimensione rituale, spettacolare, collettiva, corale, tesa al gigantismo. Dall'altra il carattere volto al raccoglimento, alla riflessione, all'individualità o comunque a una cerchia ristretta. Quella che noi chiamiamo musica da camera tende ovviamente a questo secondo "polo". Nel corso dei secoli, le varie pratiche sociali della musica si sono distribuite lungo questo asse con andamenti oscillanti, reattivi, da un estremo all'altro. Negli ultimi due secoli dell'età borghese, la musica da camera, volta a volta, è andata incarnando ora il progresso, ora il passato, trovandosi però più spesso additata come emblema del passatismo. In gran parte questo vale anche oggi, in questa età del frastuono. Ma proprio per questo, la musica da camera ha in serbo insegnamenti e moniti che, con l'andare del tempo, suonano sempre più preziosi e necessari, quasi un antidoto a quella che potremmo definire una generale disumanizzazione non solo della musica, ma del mondo intero.

 

Lunedì 8 luglio 2024, ore 15,00-18,00

SULLA MUSICA DA CAMERA DI NINO ROTA

A cura di Angela Annese 

Uno sguardo alla produzione cameristica di Nino Rota (Milano, 3 dicembre 1911 - Roma, 10 aprile 1979), creata per un’ampia varietà di organici strumentali - dal duo al quintetto, con e senza pianoforte, fino al nonetto - lungo un esteso arco temporale (1922-1977). Un nutrito catalogo, che, a partire dalle prime importanti prove ispirate all’ideale neoclassico a metà degli anni Trenta, è andato componendosi attraverso un cinquantennio di rivolgimenti epocali muovendosi nel solco della tradizione, tanto sul piano linguistico, formale, estetico quanto nell’idea della musica ‘da camera’, ‘di insieme’, come dialogo ravvicinato tra voci distinte e diverse, sempre amabile e rispettoso di ognuna, che in tale delicato equilibrio trova pregnanza e respiro.

 

Martedì 9 luglio 2024, ore 09,30 – 13,30

IL TRIO DI TRIESTE E IL QUARTETTO ITALIANO,
IL LASCITO ARTISTICO ATTRAVERSO LE REGISTRAZIONI

A cura di Michele Ballarini 

Le testimonianze registrate di un grande complesso del passato, alla luce di tutte quelle limitazioni più o meno invasive - sia interpretative che di resa acustica - che il loro ascolto comporta, costituiscono comunque un documento di estrema importanza, soprattutto in presenza, come in questo caso, di un numero assai nutrito di incisioni che abbracciano tutta la carriera artistica dei due più grandi complessi cameristici italiani del '900. Le scelte di repertorio operate da questi interpreti, di fatto differenti se subordinate di volta in volta alla vita concertistica o alle programmazioni delle case discografiche, ma comunque in entrambi i casi sempre afferenti alle loro prerogative artistiche, permettono di delineare un quadro abbastanza completo che possa fornire al camerista odierno una solida base documentaria utile a confronti e pur foriera di stimoli importanti a concretizzare le proprie idee interpretative.

 

Martedì 9 luglio 2024, ore 14,30 -17,30 

LA MUSICA DA CAMERA DELLE COMPOSITRICI

A cura di Angela Annese 

Assente dal canone e cancellato dalla memoria storica, il contributo femminile alla creazione musicale è stato, ed è sempre più, di notevole portata sul piano quantitativo e per intrinseco valore. Spicca nella produzione compositiva femminile degli ultimi due secoli un cospicuo repertorio cameristico, che è quanto mai opportuno venga diffusamente e approfonditamente conosciuto. Di esso si offre una sintetica e complessiva illustrazione, proponendo un focus sulla virtuosa collaborazione tra la Society of Women Musicians, fondata a Londra nel 1911, e Walter Willson Cobbett, mecenate illuminato e appassionato cultore della musica da camera, creatore e curatore del Cobbett’s Cyclopedic Survey of Chamber Music (Londra, 1929), primo e fondamentale lavoro editoriale a essa espressamente dedicato.

 

Mercoledì 10 luglio 2024, ore 10,00-13,00 e ore 14,30-18,30

RECUPERARE L’URGEIST?
POSSIBILI APPLICAZIONI DI UNA PRASSI ESECUTIVA DA RISCOPRIRE

A cura di Giacomo Tesini 

Il 2 gennaio 1845, durante la lavorazione del Concerto in mi minore di Mendelssohn, il violinista Ferdinand David motivava con l’autore, non senza una qualche polemica, alcuni sui interventi nella parte solistica: « So, dalla mia esperienza con Beethoven e Bach, che non è una buona idea spedire uno spartito nell’incolto mondo dei violinisti senza tutte le arcate e le diteggiature ». Oggi una tale argomentazione pare superata, ed è oramai prassi comune ricorrere ad edizioni Urtext: la strada che porta ad un’interpretazione il più fedele possibile al pensiero dell’autore ci pare meno impervia se percorsa con l’aiuto di un ‘testo originario’. Eppure, tutto ciò potrebbe non essere sufficiente: « Non basta essere fedeli in maniera rigorosa alle note stampate e senza vita », sosteneva Joseph Joachim. Forse quelle indicazioni così apparentemente superate e quei segni che ci sembravano tradire, quasi profanare l’autenticità del testo possono ancora restituirci qualcosa. In fondo sapere leggere tra le righe di uno spartito è un’arte: coltivarla potrebbe aiutarci ad intravedere, all’orizzonte, lo ‘spirito originario’. Le antiche edizioni ottocentesche saranno accompagnate da una serie di registrazioni storiche, per coltivare e ritrovare una prassi esecutiva lontana da noi ed iniziare un nuovo percorso di scoperta.

 

Giovedì 11 luglio 2024, ore 10,00-13,00

ABM RICORDI

A cura di Gian Paolo Minardi e Luigia Mossini Minardi 

L'intendimento dell'incontro è quello di mettere a fuoco la "lezione" di Benedetti Michelangeli, per molti giovani che ovviamente non hanno avuto la possibilità di ascoltarlo dal vivo ancora condizionata da quella pressione mitica che continua ad avvolgere l'immagine del grande pianista in termini troppo generici, non lasciando affiorare l'autentico processo di ricerca che ha accompagnato in maniera strenua cinquant'anni di "lavoro" (termine prediletto da ABM). Un colloquio che mira anche a definire la temperie storica entro cui ha operato Michelangeli, in termini di rinnovamento rispetto ad una prassi interpretativa consolidata. L'ascolto di esecuzioni di ABM nei vari periodi potrà offrire una testimonianza dell'evoluzione (e non "perfezione" parola che il maestro diceva di non capire) che ha accompagnato il suo cammino.

 

Giovedì 11 luglio 2024, ore 14,30 – 17,30

COSA CI RACCONTA LA MUSICA DA CAMERA (II)

Giordano Montecchi

 

Per informazioni e iscrizioni: Prof. Pierpaolo Maurizzi, pierpaolo.maurizzi@conservatorio.pr.it