L’Ottetto op. 20 di Mendelssohn – Concerto conclusivo del Laboratorio con i docenti Kolja Lessing e Yves Savary – 21-03-2015

L’Ottetto op. 20 di Mendelssohn – Concerto conclusivo del Laboratorio con i docenti Kolja Lessing e Yves Savary – 21-03-2015

L’Ottetto op. 20 di Mendelssohn

Concerto conclusivo del Laboratorio con i docenti Kolja Lessing e Yves Savary

Sabato 21 marzo, ore 20.30

Auditorium del Carmine

Ingresso libero

 

Docenti ospiti:

Kolja Lessing - violino

Yves Savary - violoncello

 

Interpreti:

Emma Parmigiani, Elena Sofia De Vita, Inesa Baltatescu - violini

Olga Arzilli, Giulia Arnaboldi - viole

Filippo Di Domenico - violoncello

Pierpaolo Maurizzi - pianoforte

 

Programma:

Introduzione di Giordano Montecchi

 

M. Ravel - Sonata per violino e violoncello (1926)

1. Allegro
2. Trés vif
3. Lent
4. Vif, avec entrain

 

R. Schumann - Trio op. 110 per violino, violoncello e pianoforte (1851)

1. Bewegt doch nicht zu rasch
2. Ziemlich langsam
3. Rasch
4. Kräftig mit Humor

 

F. Mendelssohn - Ottetto per archi op. 20 (1825)

1. Allegro moderato con fuoco
2. Andante
3. Scherzo. Allegro leggierissimo
4. Presto

 

Il concerto è l'esito del laboratorio tenuto per gli allievi del Conservatorio di Musica "A. Boito" da Yves Savary, primo violoncello solista della Bayerische Staatsoper, e da Kolja Lessing, docente di Violino e Musica da Camera all’Accademia di Stoccarda. Punto focale del concerto sarà l'Ottetto op. 20 di Mendelssohn, interpretato da cinque studenti, selezionati con un’audizione, assieme ai docenti ospiti e alla prof.ssa Olga Arzilli, docente di quartetto del Conservatorio.
L'Ottetto op. 20 di Mendelssohn è uno dei capolavori giovanili del musicista, completato il 20 ottobre 1825. L'autore scrisse sulla partitura autografa queste parole: «Questo Ottetto va suonato da tutti gli strumenti nello stile di un'orchestra sinfonica. I piani e i forti debbono essere rispettati attentamente e sottolineati con più forza di quanto si usa in opere di questo genere».
Anche Ravel lasciò alcune parole a riguardo della sua Sonata per violino e violoncello, dedicata «a la mémoire de Claude Debussy» e scritta nel 1922: «Credo che questa sonata segni un punto di svolta nell'evoluzione della mia carriera. La scarnificazione è spinta qui all'estremo». La sua prima esecuzione lasciò in effetti sconcertato il pubblico per la novità della scrittura.
Il concerto sarà completato dall'esecuzione del Trio op. 110 di Schumann, opera composta a Düsseldorf nel 1851, pagina ricca di suggestione e caratterizzata da un’inquietudine senza risoluzione.