LabRetMus – Parafrasi sul silenzio: concerto finale del seminario-laboratorio con Fabrizio Ottaviucci e Giuseppe Ielasi – 23-04-2015

LabRetMus – Parafrasi sul silenzio: concerto finale del seminario-laboratorio con Fabrizio Ottaviucci e Giuseppe Ielasi – 23-04-2015

Laboratorio di Retorica Musicale

Parafrasi sul silenzio

Concerto finale del seminario-laboratorio con Fabrizio Ottaviucci e Giuseppe Ielasi

Giovedì 23 aprile, ore 21.00

Auditorium del Carmine

Ingresso libero

 

Musiche di Franz Liszt, John Cage, Morton Feldman, Klaus Huber, Christian Wolff , Arvo Pärt eseguite dagli allievi della masterclass di pianoforte di Fabrizio Ottaviucci

Improvvisazione d'ensemble coordinata da Giuseppe Ielasi

Brani composti per l'occasione dagli allievi della classe di Composizione del Conservatorio di Musica "A. Boito"

 

 

Il silenzio è componente essenziale della musica, non solo per il suo essere pausa, confine e contorno del suono, ma anche per le sue caratteristiche “chimiche” all’interno dello stesso fenomeno sonoro. Ciò che nell’interpretazione definisce il respiro, il colore, l’agogica è imprescindibile dalla natura e dalla presenza del silenzio, nella composizione del suono singolo come nell’interazione fra realtà sonore disparate. Il concerto è l'evento conclusivo di un seminario – in ideale linea di continuità con il Laboratorio di Retorica Musicale - che ha inteso offrire agli studenti del Conservatorio di Musica "Arrigo Boito" una messa in pratica di tali premesse teoriche. "Da anni lavoro su un’idea di improvvisazione che si allontani il più possibile dal gesto strumentale ed espressivo, dagli automatismi di ogni strumentista, ma che sia soprattutto una disciplina dell’ascolto. - spiega Giuseppe Ielasi che, con Fabrizio Ottaviucci, ha preparato gli allievi. - Un processo in cui il musicista non è più in dialogo diretto con altri musicisti, ma con un ambiente sonoro complesso e organico, in cui produrre suoni è importante quanto il non farlo. In cui il silenzio, o meglio l’assenza di suoni prodotti intenzionalmente, sia denso e carico di tensione. Il laboratorio propone un percorso di due giorni fatto di dialoghi, ascolti e lunghe sessioni di musica collettiva: l’intenzione è di partire dall’improvvisazione libera e restringere gradualmente il campo di azione attraverso esercizi e semplici partiture, per poi liberarsi di nuovo delle limitazioni e ritornare alla pura improvvisazione con una nuova consapevolezza di ascolto".