Il suono svelato: Personaggi Shakespeariani nella Royal Winter Music di Hans Werner Henze. Guida all’ascolto – 17-01-2017 ore 17:00

Il suono svelato: Personaggi Shakespeariani nella Royal Winter Music di Hans Werner Henze. Guida all’ascolto – 17-01-2017 ore 17:00

Il Suono Svelato

Personaggi Shakespeariani nella Royal Winter Music di Hans Werner Henze

Guida all'ascolto a cura di Massimo Felici e Carlo Lo Presti

Martedì 17 gennaio 2017, ore 17.00

– Sagrestia Grande di San Rocco –

Ingresso libero

 

  

Massimo Felici, chitarra

Carlo Lo Presti, presentazione

 

 

  

HANS WERNER HENZE (Gütersloh, 1926 – Dresden, 2012)

Brani tratti dalla Royal Winter Music

Two Sonatas on Shakespearian Characters (1976 e 1979)

 

 

 

Il monologo di Riccardo di Gloucester ("Now is the winter of our discontent”) che apre il Riccardo III dà il nome all’intera Royal Winter Music, monumentale opera di Hans Werner Henze dedicata a Julian Bream, articolata in due Sonate i cui movimenti rievocano una carrellata di personaggi tratti dalle maggiori opere teatrali di William Shakespeare. E’ il 1976, e Henze prende sul serio l’invito del chitarrista inglese a comporre per chitarra una Sonata delle proporzioni della Hammerklavier di Beethoven; ha origine così un’avventura creativa straordinaria, un viaggio nelle profondità e negli spazi inesplorati dello strumento, i cui stessi limiti in qualche modo si evolvono in inediti mezzi espressivi. “Le ‘dramatis personae’ di quest’opera attraversano il suono della chitarra come fosse un velo” scrive Henze nella prefazione all’edizione della prima Sonata; ne proviene il difficile compito dell’interprete: dare sostanza di volta in volta a elementi concreti e onirici, descrivere i personaggi nei loro caratteri tanto teatrali quanto subliminali; a fianco, quindi, delle vicende tragiche e comiche, delle maschere, dei simboli, delle voci e dei gesti che dichiarano passione, rabbia, amore, odio, tenerezza, si fanno spazio le “sussurranti voci degli spiriti”, i desideri irrisolti, i pensieri inespressi, i fattori scatenanti relegati nel mondo del subconscio. Non è sufficiente, allora, la possibilità dello strumento di “colorare” timbricamente l’esecuzione: è necessaria la capacità di collocare nello spazio e nel tempo un’esperienza della mente, una interpretazione “psico-analitica” delle motivazioni segrete che danno voce universale ai personaggi di Shakespeare. Iniziando così dal “risarcimento” preteso dall’egoismo narcisista di Riccardo di Gloucester, attraverso l’immortale dialogo amoroso di Romeo e Giulietta, l’anelito di libertà di Ariel, la conturbante fine di Ofelia, il maestoso discorso pacificatore di Oberon, il viaggio termina con la folle frustrazione generata dallo scontro tra le ossessioni e la coscienza morale di Lady Macbeth, vittima paradossale del proprio successo.

“Non sai somministrare nulla a una mente inferma, strappare dalla memoria un dolore che vi si è radicato, cancellare le scritte angosciose del cervello, e con qualche dolce oblioso antidoto liberare il petto ingombro della materia pericolosa che pesa sul cuore?” (Macbeth, V. 3. 40-45)

L'incontro è inserito nel ciclo "Il suono svelato", serie di guide all'ascolto organizzate dal Conservatorio di Musica "Arrigo Boito", rivolte a tutta la cittadinanza, nate per fornire nuovi strumenti di comprensione agli appassionati che desiderano approfondire la conoscenza di quanto ascoltano.

 

 

Massimo Felici. definito dall'American Records Guide "uno dei migliori chitarristi europei mai ascoltati", Massimo Felici deve la sua formazione ad Agostino Valente e Stefano Grondona.
Si è perfezionato con Oscar Ghiglia presso l'Accademia Chigiana di Siena e la Musik-Akademie di Basilea, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti di studio: Primo Premio nei Concorsi Internazionali di Gargnano, Malaga, Cagliari, Fiuggi e "Palma d'oro" di Finale Ligure, si è anche affermato nei Concorsi di Alessandria, Parma, Bari, "Andrès Segovia" di Granada.
Fin da giovanissimo la sua intensa attività concertistica lo ha portato ad esibirsi come solista e in formazioni da camera in tutta Europa, Stati Uniti, America Latina ed Estremo Oriente. E' stato ospite come solista, oltre che di molte Orchestre italiane, della Camerata Virtuosi di New York, della Orquesta Sinfonica de Mexico, della Greensboro Philarmonia, della Mainzer Kammerorchester, della Neues Orchestre Basel, della Orquesta Sinfonica de Aguascalientes, della Orchestra "Dimitri Mitropoulos" di Atene, del Biava Quartet, del Quartetto di Dubrovnik.
Ha tenuto Masterclass in Spagna, Finlandia, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Croazia, Slovenia, India e Corea del Sud.
Nell'ambito della sua attività cameristica sono degni di nota i sodalizi con i chitarristi Alessandro Paris e Lorenzo Micheli, con il flautista Massimo Mercelli, con la cantante Manuela Custer, con il Quartetto Chitarristico “Leonardo”, con l’Ensemble ’05, con Gianni Lenoci e i gruppi di sperimentazione “Hocus Pocus” e “Il Tempo Sospeso”; membro del New York Alaria Chamber Ensemble, ha debuttato nel 1997 alla Weill Recital Hall (Carnegie Hall).
Nel 1995 incide il CD "Escarraman", presentando in prima mondiale alcune opere di Mario Castelnuovo-Tedesco, suscitando reazioni entusiastiche da parte della critica internazionale. Nel 2004 incide con Lorenzo Micheli l'integrale dei Concerti per chitarra e orchestra dello stesso compositore fiorentino per l’etichetta olandese Brilliant. Nel 2008 è direttore ed esecutore con David Knopfler, Lorenzo Micheli e l’Ensemble ’05 nella Prima mondiale di “Morning in Iowa”, opera cameristica di Mario Castelnuovo-Tedesco, cui segue la Prima incisione nel 2010.
E' dedicatario di opere di Giovanni Sollima ("Free Life on Earth" – 2004, “Il Bestiario di Leonardo” – 2008), Daniele Lombardi (“Soft” – 2010), Sergio Rendine ("Serenata" per chitarra e archi – 2002, "Concerto" per chitarra e orchestra – 2005), e Luis Bacalov (“Caminos del Sur” – 2008).
Massimo Felici suona su strumenti di Miguel Simplicio (Barcelona, 1934) e David J. Rubio (Oxford, 1969).

 

Carlo Lo Presti si è formato all'Università di Torino con Enrico Fubini, discutendo una tesi su Corpo e musica nei trattati medico-astrologici del primo Rinascimento, premiata dall’Associazione "Il Coretto" di Bari nel 1990. Ha quindi frequentato il Dottorato di ricerca presso l"Università di Bologna, discutendo una tesi su Ethnographie musicale ed orientalismo in Francia. Ha pubblicato nel 1995 un saggio intitolato Franz Schubert. Il viandante e gli Inferi presso la casa editrice Le Lettere di Firenze, positivamente accolto dalla critica. Ha pubblicato saggi e recensioni su importanti riviste, come la «Rivista Italiana di Musicologia», «Il Saggiatore musicale», «Musica/Realtà», «Sonus», «Il Fronimo». Ha collaborato al progetto Musica nel Novecento italiano della Società Italiana di Musicologia, scrivendo un saggio su Mario Castelnuovo-Tedesco, incluso nel CD-rom Musiche del Novecento italiano. Il decennio 1930-40. Dal 1998 al 2003 è stato segretario di redazione della «Rivista italiana di Musicologia». Negli ultimi anni si è occupato prevalentemente di Novecento italiano e francese.

All'attività di musicologo affianca quella di chitarrista, presentando numerose composizioni in prima esecuzione e tenendo concerti in tutta Europa.