Concerto – Giorno della Memoria – 27/01/2015

Concerto – Giorno della Memoria – 27/01/2015

Martedì 27 gennaio 2015, ore 20.30

Auditorium del Carmine

Concerto “Giorno della Memoria”

GMC Gruppo di Musica Contemporanea del Conservatorio “A. Boito” di Parma
Direttore: Danilo Grassi
Ingresso libero

Programma:

Steve Reich - Proverb

Marc Neikrug - Through Roses

Esecutori:

Steve Reich PROVERB: Aoi Yonamine, Yue Wu, Giulia Zaniboni (Soprani); Yongseok Choi, Lorenzo Bonomi (Tenori); Michele Allegro, Daniele Incerti (Tastiere); Paolo Nocentini Antonio Magnatta (Vibrafoni)

Marc Neikrug THROUGH ROSES: Jagoda Pietrusiak (flauto/ottavino); Fabrizio Oriani (oboe);  Weronica Bacher (clarinetto); Giorgia Baglivo (percussioni); Angelo Aliberti (pianoforte); Elena Sofia De Vita (violino); Marco Toscani (viola); Alessandra Lunghi (violoncello); Massimiliano Sbarsi (voce narrante)

 

Nel Giorno della Memoria, quando in tutto il mondo si commemorano le vittime dell’Olocausto, il Gruppo di Musica Contemporanea del Conservatorio “A. Boito” di Parma, diretto da Danilo Grassi, terrà un concerto in cui musica e parole si fondono per non dimenticare. In programma Through Roses, scritto dal compositore e pianista Marc Neikrug nel 1979-80, una sorta di melodramma sui generis, in cui un attore legge e recita accompagnato da una piccola orchestra da camera. Il testo è costituito dalle memorie frammentate, dai ricordi e dagli incubi di un violinista sopravvissuto al campo di concentramento di Aushwitz. Tradotto in undici lingue, eseguito oltre cinquecento volte, il brano di Neikrug intreccia abilmente la musica classica, repertorio del narratore, in un tessuto contemporaneo e drammatico. A questa composizione verrà accostato Proverb di Steve Reich, compositore statunitense di famiglia ebrea. Si tratta in questo caso di una composizione scritta nel 1995, in un periodo in cui Reich traeva ispirazione dai primi esempi di polifonia medievale, come gli organum di Perotino (compositore vissuto tra la fine del dodicesimo e l’inizio del tredicesimo secolo). Il brano si inserisce nella corrente minimalista di cui Reich fu uno dei padri fondatori.