Barocco in San Rocco: Musiche dilettevoli per due flauti traversieri – Concerto – 22-04-2015

Barocco in San Rocco: Musiche dilettevoli per due flauti traversieri – Concerto – 22-04-2015

Barocco in San Rocco

Musiche dilettevoli per due flauti traversieri

Stefania Marusi e Federico Buffagni, traversieri

Mercoledì 22 aprile 2015, ore 21.00

Sagrestia grande di San Rocco

Ingresso libero

 

 

Programma:

 

Arcangelo Corelli   (1653 – 1713) - Sonata in mi minore

- Preludio

- Allemanda

- Sarabanda

- Giga

 

Jeanne Baptiste Loeillet de Gant (1688 – 1720) - Sonata in sol minore  

- Vivace

- Gavotta

- Largo

- Allegro

- Sarabanda

- Allegro

 

Georg Philipp Telemann (1681 – 1767) - Sonata in Re maggiore

- Dolce

- Allegro

- Largo

- Vivace

 

Willem de Fesch (1687 – 1761) - Sonata in la minore

- Andante

- Allemanda, non troppo allegro

- Larghetto

- Giga, allegro

 

Johann Joachim Quantz (1697 – 1773) - Duetto in Si minore

- Allegro

- Larghetto, alla siciliana

- In tempo di Minuetto, ma grazioso

 

Johann Adolf Hasse (1699 – 1783) - Duetto in Sol maggiore

- Largo

- Allegro

- Largo

- Tempo di Minuetto

 

Carl Stamitz  (1745 – 1801) - Duetto in Sol maggiore

- Andante non moderato

- Romance

-Fugato

 

Il genere musicale del Duetto è da sempre stato usato con funzione didattica di apprendimento, per coppie di giovani esecutori, oppure per un maestro e un allievo. Nel caso della coppia maestro-allievo è l’imitazione che l’allievo fa del maestro ad assumere la funzione didattica di apprendimento. Mentre nel caso dei duetti scelti questa sera è l’elemento del dialogo ad essere protagonista, l’avvicendarsi nel ruolo dell’interprete principale, creando un tessuto intrecciato, dove trama e ordito si alternano.

Quasi tutti i flautisti-compositori hanno dedicato al duetto la loro attenzione; in Francia, ma anche a Londra, si sviluppò una lunga tradizione di raccolte di trascrizioni di musiche operistiche ben conosciute dai dilettanti, i quali si sentivano probabilmente gratificati nel poter riprodurre le melodie sentite all’opera: a partire dagli anni Trenta queste raccolte (recueil) comprenderanno anche il genere del duetto per due flauti, che proseguirà fino a Ottocento inoltrato.

Le sonate e i duetti di questo concerto sono stati scelti per il piacere e il diletto di chi ascolta e di chi suona, come spesso recitano le dedicatorie delle opere musicali a stampa dell’epoca. Con gli autori proposti percorriamo un intero secolo di musica composta per il duetto di flauti. Il Duetto di Arcangelo Corelli, il violinista e compositore romagnolo (di Fusignano, vicino a Ravenna) ma attivo sempre a Roma, è la trascrizione di una delle famose sonate dell’opera V stampata a Roma nell’anno 1700, una raccolta di sonate per violino e basso continuo che divennero così famose da essere prese ad esempio di moltissimi musicisti del XVIII secolo e che furono ristampate per oltre 100 anni. Uno di questi compositori fu Loeillet de Gant che nacque in Belgio 35 anni dopo Corelli, ma che passò gran parte della sua vita in Francia. Nella sua musica è riconoscibile il tributo allo stile corelliano unito al particolare e raffinato gusto francese. I Duetti di Telemann furono considerati dai suoi contemporanei come le composizioni più sapienti nel panorama della produzione dei Duetti. Il compositore, contemporaneo e amico di Bach e Handel, era dotato di una prodigiosa attività creativa componendo più di 5000 numeri d’opera. « ...Uomo di vasta cultura e di vari interessi, [Telemann] si accosta alla musica per vocazione, da dilettante e per tutta la vita conserva nei confronti dell'arte musicale un rapporto di felice partecipazione umana, ben lontano dal rigido professionalismo di molti suoi colleghi...Scrive molto, tutto quello che i suoi vari uffici gli impongono di scrivere; ma da buon dilettante - cioè da uomo di cultura che si è avvicinato alla musica soprattutto per passione - scrive prevalentemente per i dilettanti, per farsi eseguire da altri appassionati di cui conosce perfettamente i limiti e le preferenze, instaurando un vivo rapporto tra il compositore ed il suo pubblico. Il dilettantismo diventa quindi ragione prima di scelte stilistiche: una grande semplificazione, un'accurata ma sempre geniale economia sonora, una grande precisione di schemi. Infine, l'innata curiosità dell'amatore e dell'uomo colto, ansioso di tutto sperimentare senza tema di venir meno alla rigorosa dignitosità del professionista, lo porta ad accostarsi agli stili più diversi, a tentare tutte le forme” Il Duetto dell’olandese Willem de Fesch, che nel 1746 si trasferì a Londra come violinista nell’orchestra di Handel, è in uno stile di chiara ispirazione italiana. Probabilmente l’assiduo contatto con i musicisti in prevalenza italiani che formavano l’orchestra londinese di Handel hanno profondamente influenzato il suo gusto musicale. E’ sempre dai musicisti italiani che verrà influenzato Quantz, famoso virtuoso flautista tedesco, che dopo aver ascoltato i più grandi cantanti italiani d’opera di allora comprese che doveva apprendere da loro l'arte di cantare sul suo strumento ed essi divennero i suoi modelli. Fra le cantanti ammirate da Quantz c’era anche Faustina Bordoni moglie di Hasse, compositore di origine tedesca, ma che visse prevalentemente in Italia tra Napoli e Venezia. Quantz e Hasse si conobbero a Napoli durante il viaggio in Italia di Quantz tra il 1724 e il 1726 (viaggio che lo portò anche a Parma nel 1726, dove ebbe la possibilità di ascoltare il celebre castrato Farinelli). Ed eccoci alla fine del nostro viaggio con un compositore che possiamo considerare esponente del Classicismo. Stamitz nacque a Mannheim, la patria del Classicismo, dove fece parte della celebre Hofkapelle. Nelle sue composizioni è evidente la cultura orchestrale della scuola di Mannheim. Come virtuoso di violino si esibì con il 12enne L. van Beethoven.

Il concerto è inserito nella rassegna di musica "Barocco in San Rocco", organizzata dalla Pastorale universitaria di Parma in collaborazione con il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio «Arrigo Boito» di Parma.