L’ALTRO SCHUMANN: linee estetiche e compositive dopo il 1840. Seminario a cura di Luigia Mossini Minardi – 02-05-2018

L’ALTRO SCHUMANN: linee estetiche e compositive dopo il 1840. Seminario a cura di Luigia Mossini Minardi – 02-05-2018

 

 

 

L’ALTRO SCHUMANN:

linee estetiche e compositive

dopo il 1840

Seminario a cura di Luigia Mossini Minardi

Mercoledì 2 maggio 2018

Aula 9 del Conservatorio di Musica "Arrigo Boito"

Regolamento per le iscrizioni alle Masterclass del Boito

Come usare la Carta del docente per iscriversi alle masterclass e seminari del Boito

 

 

 

Calendario

- mercoledì 2 maggio 2018 dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, Aula 9 del Conservatorio "A. Boito";

 

Descrizione:

Dagli inizi degli anni quaranta Schumann pare voler accantonare il pianoforte ed esplorare altri generi musicali, altre forme e abitudini d’ascolto seguendo forse quel programma da lui stesso indicato in uno degli scritti del 1842 “Un maestro della scuola tedesca deve misurarsi in tutte le forme e generi”. Intenzione che in lui avverrà con una crescente mole di lavori, dalla musica da camera, alle sinfonie, agli oratori profani, opere che gli guadagneranno il riconoscimento pubblico e critico negati alla sua produzione pianistica, ritenuta ‘difficile’ per le troppe discontinuità e i rapidi cambiamenti d’atmosfera connessi all’estetica romantica. Quel nuovo inizio compositivo lo spingerà da un lato a ritornare allo strumento con una serie di studi polifonici (gli Studi e Schizzi per Pedalflugel, le 6 Fughe sul nome Bach) il cui stimolo va ricercato nell’approfondimento degli studi bachiani e nel desiderio di un maggior ordine e obiettività (“E’ tutt’altra musica quella che non passa prima attraverso le dita…”) e dall’altro all’intenzione di allargare la preparazione e l’educazione musicale, in sintonia con il generale fervore delle nuove istituzioni musicali, con una serie di composizioni non mirate alla sala da concerto, ma da eseguire tra le mura domestiche, la cosiddetta Hausmusik, controparte della Salonmusik. Quanto alla sua opera tarda, oggetto di giudizi negativi e restrittivi che permangono ancora oggi quasi tramandati da quella visione che aveva visto nella sua malattia la causa del depauperamento delle sue forze creative e che aveva portato ad occultare opere come il Concerto per violino, pare oggi il momento di affrontarle alla luce delle nuove ricerche e riscoperte che hanno rivalutato i mutamenti estetici del suo percorso teso verso sempre nuove esperienze delle quali sono testimonianza non trascurabile le attenzioni e gli interessi mostrati dai compositori del novecento, da Heinz Holliger e Wolfgang Rihm e Jörg Widmann.

Il seminario è inserito nel Master annuale di secondo livello Alto Perfezionamento in Musica da Camera, ed è aperto a tutti gli interessati.

 

 

Luigia Mossini vive a Parma dove ha compiuto gli studi e dove ha collaborato come assistente e come cultrice della materia presso l’Istituto di Musicologia diretto da Claudio Gallico. E’ stata consigliere della Società italiana di musicologia presieduta da C. Gallico. Oltre a numerosi saggi su riviste e programmi di sala, ha compilato alcune voci di compositori parmigiani per la MGG (Die Musik in Geschichte und Gegenwart). In prevalenza si è occupata dei rapporti tra letteratura e musica, con particolare attenzione al pensiero romantico: ‘Farfalle di un’isola lontana’: Jean Paul e Schumann; Il motto come guida: la Mottosammlung di Robert Schumann; Goethe nella ricezione di R. Schumann; ha partecipato al Festival Internazionale di Portogruaro con due titoli: 2006/7 sul tema Fantasie con Fantasia e Fantasieren: immaginare e improvvisare; 2007/8 sul tema Il viaggio in musica con ‘Di paesi e luoghi lontani’. Nel maggio del 2000 ha tenuto un Seminario di cinque giorni sul tema ‘Attorno a Schumann’.

 

Per informazioni e iscrizioni:

Prof. Pierpaolo Maurizzi, pierpaolo.maurizzi@conservatorio.pr.it

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