I Concerti del Boito: Nella bellezza del giorno. Concerto di Roberto Bonati (contrabbasso) e Roberto Dani (batteria) – 27-03-2018 ore 20:30

I Concerti del Boito: Nella bellezza del giorno. Concerto di Roberto Bonati (contrabbasso) e Roberto Dani (batteria) – 27-03-2018 ore 20:30

 

 

 

I Concerti del Boito

Nella bellezza del giorno

Roberto Bonati, contrabbasso

Roberto Dani, batteria preparata

Martedì 27 Marzo 2018, ore 20.30

– Auditorium del Carmine –

Ingresso libero

 

 

 

“La vita è un po’ come il jazz: viene meglio quando si improvvisa”, diceva George Gershwin. Ecco allora un concerto tutto dedicato all’improvvisazione, affidato a due musicisti che collaborano da lungo tempo, in varie formazioni: Roberto Bonati (compositore, contrabbassista, direttore d'orchestra) e Roberto Dani (batterista, musicista autodidatta che ha incentrato la sua ricerca proprio sull’improvvisazione).

 

 

Roberto Bonati è compositore, contrabbassista, direttore d'orchestra. Nato a Parma nel 1959, deve la sua formazione allo studio del contrabbasso e agli studi letterari e di Storia della Musica. Nell'86 si diploma al Conservatorio di Alessandria e nell'87 si laurea cum lode in Storia della Musica a Milano. Attivo sulla scena italiana dal 1980, ha collaborato con i migliori musicisti italiani e con importanti musicisti stranieri, partecipando a festival in Africa, Stati Uniti, Canada, Cipro, Messico, Cina, Lituania. Ha collaborato a lungo con Giorgio Gaslini (dall’esperienza del Globo Quartet, alla Proxima Centauri Orchestra, al Chamber trio con Roberto Dani) e con l’“Ottetto” di Gianluigi Trovesi. Senza dimenticare la partecipazione, nel corso degli anni, a formazioni prestigiose quali l'”Ensemble Garbarino”, “Il Quartettone” e ad Orchestre come la Sinfonica della Rai di Milano e Torino. Con le formazioni “Musica Reservata” e “Rara Quartet” (con Mandarini, Dulbecco, Dani), ha effettuato numerose tournée in Italia e in Europa e come leader del “Silent Voices Quartet” (Stefano Battaglia-pianoforte, Riccardo Luppi-flauti e sassofoni, Anthony Moreno-batteria) ha inciso, nel 1995, il CD Silent Voices. Dal 1996 è Direttore Artistico del Festival “ParmaJazz Frontiere”. Nel 1998 ha creato la ParmaFrontiere Orchestra per la quale ha composto: “I Loves you Porgy” (1998), dedicata alla musica di G. Gershwin, “Le Rêve du Jongleur: memorie e presagi della Via Francigena” (1999), basata su una rilettura di musiche medievali, “…poi nella serena luce…”, omaggio ad Attilio Bertolucci (2000), “The Blanket of the Dark, a Study for Lady Macbeth” (2001), “A Silvery Silence, frammenti da Moby Dick” (2003), Shahrazad, racconti dalle Mille e una Notte (2004), progetti applauditi in tournée italiane e all'estero. Nel 2000, su commissione del Festival de la Medina di Tunisi, ha presentato “Chants des Troubadours” con il suo “Chamber Ensemble” (Lucia Minetti-voce, Riccardo Luppi-flauti e sax soprano, Mario Arcari-oboe, Vincenzo Mingiardi-chitarra, Stefano Battaglia-pianoforte, Fulvio Maras-percussioni). Del 2005 è la produzione discografica “Un Sospeso Silenzio”, dedicato a Pier Paolo Pasolini, eseguito in anteprima nella decima edizione del ParmaFrontiere Jazz festival e presentato, fra l’altro, al Festival Internazionale di Cinema Contemporaneo di Città del Messico. Bonati ha creato un suo linguaggio molto personale nel quale confluiscono le esperienze musicali del novecento. La musica di Bonati attinge costantemente alla contemporanea e al jazz, un jazz che non è mai genere ma linguaggio, raffinato e capace di costruire intensi pannelli emotivi e di restituire in chiave differente poesia e cultura, grazie anche ad un particolarissimo uso della vocalità, in particolare di quella femminile. Dopo una prima collaborazione con il Conservatorio “A. Boito” di Parma nel 1994, dal 2002 è docente di Composizione e Improvvisazione Jazz del Corso di Jazz presso lo stesso, contribuendo a rendere il Conservatorio un polo di attrattiva anche per la musica contemporanea. Da sempre affascinato anche da altre espressioni artistiche, ha scritto musica per il cinema e la danza. Ha inciso per le etichette ECM, Soul Note, Splasc(h) Records, MM Records, CAM, Imprint Records, Nueva, Giulia, ParmaFrontiere. Nel 2007 è fra i primissimi classificati nel TOP JAZZ.

 

Roberto Dani è musicista autodidatta. La sua ricerca è incentrata sull’improvvisazione, i confini tra la musica improvvisata e la musica scritta, in particolare nella formula del Solo, dove indaga le relazioni tra suono/corpo/spazio. Si divide tra concerti, sound-performance, installazioni sonore e teatro musicale. Da qui le molteplici esperienze nell'ambito contemporaneo, come nello spettacolo Duell(O) di Michele Tadini alle prese con una scacchiera interattiva, con l'Opera contemporanea “Il sogno di una cosa” in veste di percussionista/performer con musiche di Mauro Montalbetti, regia di Marco Baliani, l'Ensemble Sentieri Selvaggi, la soprano Alda Caiello e gli allievi della Civica Paolo Grassi di Milano. Nel cinema, ha preso parte alla registrazione della colonna sonora del film Torneranno i prati di Ermanno Olmi insieme a Paolo Fresu e altri. Ha partecipato all’allestimento di un percorso sonoro con l’artista Gianandrea Gazzola all’interno della mostra Il Rito Segreto presso il Colosseo, Roma (catalogo Electa) e, in teatro, ai progetti “Luce Nera” e “Non Ricominciamo la guerra di Troia” (per sei batterie e la voce recitante di Patricia Zanco), “Oscillazioni”di Vitaliano Trevisan con l’attore Fulvio Falzarano, “Ulisse” con Marco Paolini e Giorgio Gaslini Ensemble; ai readings “Baldanders” di S. Benni;“Il Ponte”di/con Vitaliano Trevisan, Da un Lavoro Abbandonato (S. Beckett ) tradotto dallo stesso Trevisan. Ha realizzato le musiche di scena per due pieces teatrali di Trevisan, Quattro Stanze con Bagno e Solo RH, monologo interpretato da Roberto Herlitzka. Ha collaborato con il Teatro La Scala di Milano, incidendo musiche per balletti commissionate al compositore Carlo Boccadoro. Dopo il giovanile debutto discografico con i Devil Doll, band rock progressive poi affermatasi in tutto il mondo nella quale ha partecipato come musicista e produttore, e dopo un periodo al Berklee College of Music di Boston, inizia un'intensa attività concertistica nei più importanti festivals e teatri in paesi come Austria, Germania, Repubblica Ceca, Slovenia, Repubblica Slovacca, Danimarca, Israele, Svizzera, Portogallo, Francia, Belgio, Finlandia, Svezia, Lituania, Norvegia, Olanda, Estonia,Turchia, Inghilterra, Scozia, Galles, Sud Africa, Sud America, Stati Uniti, Messico, Qatar, Giappone e Corea del Sud; in clubs newyorkesi quali Blue Note (dove nel ’96 registra “Live at the Blue Note” con il trio di Mika Pohjola), Birdland, Knitting Factory. E' tra i pochi batteristi al mondo (insieme ad Han Bennink, Bill Bruford e Roger Turner) ad avere suonato con la pianista e cantante americana Annette Peacock, autentica musa della sperimentazione con la quale collabora stabilmente dal 2006. Alla carriera concertistica affianca un'intensa attività didattica nel campo dell'improvvisazione attraverso la conduzione di laboratori interdisciplinari chiamati Forme Sonore, in Italia e all'estero, presso importanti istituzioni accademiche come Orpheus Insitute Ghent in Belgio, Norwegian Academy of Music di Oslo, Conservatorio G. Verdi di Milano, A. Boito di Parma, A. Pedrollo di Vicenza, P. L. Da Palestrina di Cagliari e L. Campiani di Mantova. Dal 2007 è docente di batteria jazz e musica d'insieme presso il Conservatorio A. Boito di Parma. Ha suonato con Louis Sclavis, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Paul McCandless, Norma Winstone, Michel Godard, Al Di Meola, Mick Goodrick, Ralph Alessi, Ravi Coltrane, Drew Gress, Ben Monder, Erik Friedlander, Christy Doran, Hal Crook, Michele Tadini, Enrico Rava, Paolo Fresu, Gianluigi Trovesi, Giorgio Gaslini, Roberto Fabbriciani e molti altri. Attualmente collobora con il trio di Stefano Battaglia con il quale registra quattro cd per la prestigiosa ECM records, con l'Oslo Art Trio con il pianista Misha Alperin e la fisarmonicista/cantante russa Evelina Petrova, con il trio del contrabbassista Roberto Bonati, nel progetto “Stagon” con l'artista Gianandrea Gazzola interagendo con uno strumento a percussione che si basa sul principio di caduta di gocce d’acqua (Nomos II) e diversi progetti del chitarrista sloveno Samo Salamon. Ha all'attivo più di 90 incisioni discografiche.