I Concerti del Boito: Musiche dell’area europea del XVIII secolo – 03-02-2018 ore 20:30

I Concerti del Boito: Musiche dell’area europea del XVIII secolo – 03-02-2018 ore 20:30

 

 

I Concerti del Boito

Musiche dell’area europea

del XVIII secolo

Sabato 3 Febbraio 2018, ore 20.30

– Chiesa di San Rocco –

Ingresso libero

 

Petr Zejfart, flauto

Alessandro Ciccolini, violino

Francesco Baroni, clavicembalo

 

 

 

G. Ph. Telemann (1681 – 1767)

Triosonata in la min. per flauto dolce, violino e b.c.

(Larghetto – Allegro – Larghetto – Allegro)

 

G. F. Haendel (1685 – 1759)

Sonata in Fa maggiore per flauto dolce e b.c.

(Larghetto – Allegro – Siciliana – Allegro)

 

F. A. Bonporti (1672 – 1749)

Invenzione op. X numero 4 in sol minore per violino e b.c.

(Largo – Balletto – Aria – Corrente)

 

Francesco Saverio Geminiani (1687 – 1762)

da Second Collection of Pieces for the Harpsichord

Alemanda

Andante

Allegro assai

 

G. Ph. Telemann

Triosonata in re min. per flauto dolce, violino e b.c.

(Largo – Vivace – Affettuoso – Allegro)

 

 

Petr Zejfart è nato a Praga (Rep. Ceca) dove ha compiuto l’intero corso degli studi musicali, iniziati precocemente con la madre e terminati con la Laurea Magistrale all’Accademia delle Belle Arti. Il suo percorso ha mirato fin da subito alla professione, prima con il pianoforte e poi con il flauto. In questa ottica sono i numerosi concorsi solistici, cameristici e orchestrali nei quali ha sempre potuto trovare conferme sulle ragioni della strada intrapresa. Ugualmente fondamentali sono state le innumerevoli opportunità concertistiche programmate in ambito scolastico, che gli hanno permesso di fare diverse tournée in Europa come solista o prima parte in orchestra. Giovanissimo, ha iniziato ad insegnare flauto traverso e flauto dolce in una delle tante e vivaci scuole di musica della città. In seguito ha vinto il concorso per l’orchestra sinfonica FISYO di Praga. Dopo il suo trasferimento in Italia si è dedicato con decisione allo studio del flauto dolce e della musica antica, arrivando presto a collaborare con importanti ensembles: Il Giardino Armonico, Europa Galante, Accademia Bizantina, Epoca Barocca, La Venexiana e Ensemble Zefiro con i quali si è esibito nelle sale più importanti d’Europa. Ha collaborato e inciso con il fagottista Sergio Azzolini, i violinisti Fabio Biondi, Giuliano Carmignola, Enrico Onofri, i violisti da gamba Vittorio Ghielmi e Roberto Gini, il cembalista Michele Barchi e con i direttori Gustav Leohnardt, Diego Fasolis, Ottavio Dantone e Riccardo Muti. Ha registrato per la Supraphon, Teldec, Virgin, Arts e CPO. Insegna in Conservatorio a Parma musica di insieme per fiati ed è proprio nell’ambito cameristico che ha potuto operare una sintesi tra la formazione ricevuta nel suo paese di origine e le esperienze acquisite successivamente nell’ambito della musica antica. In questo senso vanno letti i tanti laboratori di prassi esecutiva del repertorio del XVII e XVIII secolo che si succedono di anno in anno e che consentono a molti giovani musicisti di avvicinarsi in modo consapevole alle peculiarità del linguaggio musicale di questo periodo, e di interiorizzarle senza che lo strumento moderno rappresenti un limite. Diverse anche le collaborazioni su progetti d’insieme strumentale con Conservatori europei (Praga, Eisenstadt, Hamburg).

 

Alessandro Ciccolini si diploma nel 1993 al Conservatorio A. Steffani di Castel-franco Veneto (TV) sotto la guida del m.° G. Fava. Ha iniziato lo studio del violino barocco e della prassi esecutiva antica coltivando parallelamente lo studio del contrappunto storico e delle tecniche compositive barocche. Nel 1992 ha preso parte alle tournées dell’European Community Baroque Orchestra. Dopo aver conseguito il diploma al Conservatorio, ha frequentato la classe di violino barocco del m.° E. Gatti presso la Civica Scuola di Musica di Milano. E’ stato invitato per l’anno accademico 2002/2003 a tenere un corso sulla “Storia della prassi esecutiva: musica da camera” presso l’Università di Musicologia di Cremona. Attualmente è docente di Violino Barocco presso il conservatorio “S. Giacomantonio” di Cosenza. L’attività di compositore e revisore affianca inseparabilmente quella di violinista. Ha curato la revisione dell’oratorio “Assalonne Punito” di P. A. Ziani componendone le parti strumentali andate perdute. Il M.° A. Curtis gli ha commissionato, nel 2005, la ricostruzione dell’opera di A. Vivaldi recentemente ritrovata: “Motezuma”. Tale ricostruzione è stata incisa nel 2006 per Deutsche Grammophon ed è stata pubblicata nel 2010 per la casa editrice Baerenreiter. Il festival dei due Mondi di Spoleto ha messo in scena, nel luglio 2006, la sua ricostruzione dell’opera di A. Vivaldi “Ercole sul Termodonte” sotto la direzione del m° A. Curtis. Dopo aver lavorato per diversi anni in qualità di primo violino con “La Cappella della Pietà dei Turchini” (Napoli), attualmente continua la collaborazione col maestro A. Florio ricoprendo il ruolo di spalla nell’ensemble “I Turchini". Ha diretto presso il teatro Rossini di Pesaro la “Serenata à tre” RV 690 di A.Vivaldi nel giugno 2009, e gli “Stabat Mater” di G. G. Brunetti e G. B. Pergolesi per il “Progetto Orfeo: Festival Accademico Internazionale di Opera e Teatro”. Nel settembre 2011 ha diretto l’ensemble “Orfeo Futuro” in una tournèe nella cattedrali di Puglia dove è stato eseguito un suo Salve Regina, per soprano e archi, in prima esecuzione assoluta. Ha registrato per: Accent, Harmonia Mundi, Opus 111, Stradivarius, Tactus, ORF, BBC, RAI 1 e RAI 3. Per la casa discografica Symphonia, ha registrato due CD contenenti composizioni in prima esecuzione in epoca moderna. E’ fondatore dell’ensemble “Il Coro d’Arcadia”, specializzato nella ricerca e riproposizione del repertorio italiano del XVII e XVIII secolo, con cui ha eseguito concerti nei festival di Radovlijca (Slovenia) e Pavia Barocca (2015), Madrid (marzo 2016) e nel festival del Pirenei (luglio 2016).

 

Francesco Baroni, organista e clavicembalista parmigiano, è stato allievo di Francesco Tasini per l’organo e di Bob van Asperen per il clavicembalo. La sua attività concertistica inizia da giovanissimo, nel 1980, con il complesso Il Dolcimelo, proponendosi sia come solista che come continuista. Collabora dal 2009 con Accademia Bizantina. Ha inciso per le case discografiche Arion, Tactus, Naxos, Symphonia, Glossa, Brilliant, Sony, Fra Bernardo Records, ORF, Stradivarius oltre che per la Radio e la Televisione. Come direttore del complesso Compagnia de Musici, da lui fondato nel 1992, si interessa alla riscoperta del patrimonio musicale inedito del ‘600-‘700 italiano; di tale repertorio ha curato nel 1998 i Concerti da chiesa op.II (1729) di Andrea Zani con il violinista Alessandro Ciccolini; nel 2001 l’oratorio di Francesco Antonio Pistocchi Il Martirio di S.Adriano (1692), ricevendo entusiastici riconoscimenti dalla critica internazionale: 10 dalla rivista francese Répertoire e il Prelude Classic Awards 2003 come migliore Oratorio Barocco. Nel 2003 incide come direttore la musica strumentale di Carlo Tessarini (1690-1766) con la violinista Susanne Scholz e la flautista Stefania Marusi. Nel 2014 ha inciso le Pieces de Clavecin di Francesco Geminiani. Nel 2013 come direttore dell’ensemble Gambe di Legno ha diretto e inciso nel 2013 l’oratorio Per la nascita del Redentore (1700) di Giovanni Lorenzo Lulier; nel 2014 il Requiem (1675) di Francesco Cavalli e l’oratorio di Natale Gesù nato (1742) di Antonio Bencini. Nel maggio 2015 l’oratorio della Passione Il Lutto dell’Universo (1668) composto dal Principe Leopoldo I d’Austria. Nel 2017 lo Stabat Mater (1728) di Agostino Steffani. Si è dedicato anche al fortepiano inaugurando il restaurato Schanz del 1828 appartenuto alla Duchessa Maria Luigia del Museo G.Lombardi di Parma, incidendo come continuista sulla copia del fortepiano di B. Cristofori del 1726 ed eseguendo sul fortepiano Hoffmann del 1795 i Trii di Haydn per Flauto, Violoncello e Fortepiano. E’ Ispettore Onorario della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Parma e Piacenza per la tutela e il recupero degli organi storici. E’ docente di Clavicembalo e Tastiere Storiche al Conservatorio di Parma