I Concerti del Boito: Lieber Jusuf, Дорогой Давид. Con Luigi Mazza (violino) e Pierpaolo Maurizzi (pianoforte) – 28-03-2017 ore 20:30

I Concerti del Boito: Lieber Jusuf, Дорогой Давид. Con Luigi Mazza (violino) e Pierpaolo Maurizzi (pianoforte) – 28-03-2017 ore 20:30

 

 

 

I Concerti del Boito

Lieber Jusuf

(Caro Josef)

Дорогой Давид

(Caro David) 

Luigi Mazza, violino

Pierpaolo Maurizzi, pianoforte

Martedì 28 Marzo 2017, ore 20,30

– Auditorium del Carmine –

Ingresso libero

 

 

 

Sergej Prokof’ev (1891 – 1953)

Sonata op. 80 (1938-46)

- Andante assai

- Allegro brusco

- Andante

- Allegrissimo

 

Johannes Brahms (1833 – 1897)

Sonata op. 78 (1938-46), Regensonate

- Vivace ma non troppo

- Adagio

- Allegro molto moderato

 

 

 

Tra la prima Sonata di Prokof’ev e la prima Sonata di Brahms non corre linfa comune. Le due composizioni sono agli opposti per peculiarità espressive: la struggente malinconia che avvolge la Regensonate brahmsiana è agli antipodi della dicotomia dolore/furore che domina nella Sonata di Prokof’ev. Quest'ultimo, durante le prove, incitò Lev Oborin, pianista della prima esecuzione, a suonare "in modo tale che la gente dovrebbe saltare dal proprio posto dicendo: è fuori di sé". Il dolore è così patente che David Oistrakh eseguì il I e il III movimento della Sonata di Prokof'ev durante il funerale del compositore. Preso atto di queste abissali lontananze, pare comunque possibile speculare su una caratteristica comune tra le due celebri composizioni. Entrambe nascono, infatti, grazie a uno strettissimo legame tra il compositore e il violinista che tenne la loro prima esecuzione. Questi due brani sono quasi paradigmatici del rapporto esistente tra Johannes Brahms e Josef Joachim e di quello tra Sergej Prokof’ev e David Oistrackh. Ecco dunque svelato il titolo del concerto e la possibilità di riflettere sull’ontologia del trasformare la scrittura delle note in suono.

Il concerto è inserito nel ciclo "I Concerti del Boito", che porta sul palcoscenico dell'Auditorium del Carmine i docenti del Conservatorio di Musica "Arrigo Boito" di Parma, tutti affermati concertisti, e i migliori allievi dell'Istituto di Alta Formazione Artistica e Musicale.

 

 

 

LUIGI MAZZA ha iniziato gli studi al conservatorio “Monteverdi” di Bolzano con il M° Giannino Carpi, proseguendo poi al conservatorio “G.Verdi” di Milano sotto la guida del M° Paolo Borciani diplomandosi con il massimo dei voti. Sei volte vincitore della “Rassegna Nazionale studenti violinisti di Vittorio Veneto”, ha meritato menzioni speciali dalle varie Commissioni ed ha ottenuto una menzione d’onore nella prima edizione del Concorso Violinistico Internazionale “Michelangelo Abbado”. Come componente fondatore del “Trio Brahms” ha frequentato il corso tenuto dal Trio di Trieste alla Accademia Chigiana di Siena e nel 1983 il corso tenuto da Detlef Kraus alla Joannes Brahms-Gesellshaft Hamburg Nello stesso ano ha vinto il “Concorso Internazionale di musica da camera Johannes Brahms di Amburgo”. Nel 1983 fonda un quartetto d’archi che sotto il suggerimento di Paolo Borciani prende il nome di “Giovane Quartetto Italiano”, in seguito “Nuovo Quartetto Italiano”. Si afferma con successo nelle più importanti istituzioni concertistiche in Europa. Nel 1985 rappresenta l’Italia in occasione del Festival americano “Italy on stage” ed effettua una brillante tournée negli Stati Uniti, esibendosi tra l’altro al Lincoln Center di New York, e nel 1988 è invitato da Sviatoslav Richter a Mosca per una serie di concerti ripresi in diretta dalla televisione Sovietica, tra i quali il concerto nella Sala del Conservatorio di Mosca. Qui ha inizio il rapporto artistico con il Quartetto Borodin con il quale si esibisce in ottetto. Da allora è presente nelle maggiori stagioni musicali di Giappone, Europa, Brasile, Stati Uniti, Estremo Oriente. Ha effettuato registrazioni discografiche per Adda, Sipario,Nuova Era, Emi, Claves, Tactus, riscuotendo successi e riconoscimenti quali il Gran Prix du Disque, Choc de la Musique, Diapason d’Or, tournées ed inviti prestigiosi, quali il concerto privato in onore della Regina di Spagna a Madrid, il concerto presso le Nazioni Unite a New York, la Sala Nervi del Vaticano, la “Musikhalle” di Amburgo, la “Konzerthaus” di Berlino. E’ docente di violino al Conservatorio “A. Boito” di Parma e tiene stages di perfezionamento per Quartetto d’archi.

 

PIERPAOLO MAURIZZI Lidia Proietti, Piero Guarino e Dario De Rosa sono stati i suoi maestri. Fecondi si sono rivelati gli incontri con il Trio di Trieste, Pierre Fournier, Detlef Kraus, Franco Gulli e Maureen Jones. Dall’affermazione al Concorso J. Brahms di Amburgo nel 1983 ha dedicato la sua vita musicale alla musica da camera costituendo il TRIO BRAHMS. Si è esibito in Europa, Stati Uniti (esordendo al Dag Hammarskjöld Auditorium dell’O.N.U a New York) Canada e America centrale e del Sud. E’ regolarmente invitato alle Festspiel-Kammerkonzert della Bayerische Staatsoper di Monaco, e nei Festival di Salisburgo, Recklinghausen, Gmunden, Praga, Guanajuato, Manaus, Oporto, Palermo e ancora alle Wiener Festwochen, Ravenna Festival, Bologna Festival, Festival Monteverdi di Cremona, Biennale di Venezia, Festival A. B. Michelangeli di Brescia e Bergamo, Festival delle Nazioni di Città di Castello dove tiene regolarmente il corso di Musica da Camera. Come solista ha suonato sotto la direzione di U. Benedetti Michelangeli, M. Eichenholz, P. Hirsch, G. Magnanensi, K. Martin ed E. Pomarico. Condivide la bellezza della musica in particolare con Yves Savary, Alberto Miodini, Rainer Honeck, David Schultheiß, Kolja Lessing, il Bayerische Staatsoper Streichquartett e Olga Arzilli. Dal 1981 insegna Musica da Camera. Per vent’anni ha diretto l’ENSEMBLE DA CAMERA DEL CONSERVATORIO DI PARMA, organismo che ha visto la partecipazione di oltre duecento giovani paesi provenienti da oltre venti nazioni. È Fondatore e direttore artistico musicale dello ÜBERBRETTL ENSEMBLE nato dalla messa in scena di Peter Stein del Pierrot Lunaire di Schönberg al Teatro Massimo di Palermo. Ha diretto l’ACCADEMIA NEUE MUSIK di Bolzano inaugurando la Biennale Danza del 2007 con Illuminata di Arnaldo De Felice e la coreografia di Ismael Ivo. Il suo pensiero musicale si è arricchito grazie ai rapporti con il compositore Ernesto Rubin de Cervin, il matematico Luigi Caprioli, il regista Peter Stein, il teologo Giuseppe Barzaghi e il sociologo Hans Glauber.