I Concerti del Boito: La serva padrona di G. B. Pergolesi – 09-05-2017 ore 20:30

I Concerti del Boito: La serva padrona di G. B. Pergolesi – 09-05-2017 ore 20:30

 

 

 

I Concerti del Boito

LA SERVA PADRONA

Intermezzo in due parti

di Giovan Battista Pergolesi

Martedì 9 maggio 2017, ore 20.30

– Auditorium del Carmine –

Ingresso libero

 

 

Coproduzione del Conservatorio Arrigo Boito di Parma e

di HeMU-Lausanne-Sion-Friburgo

 

 

Riccardo Mascia, clavicembalo e direzione

Roberta Faroldi, regia e impianto scenico

Si ringrazia il Teatro Regio di Parma per i costumi

 

 

Stela Dicusara, Serpina

Lorenzo Bonomi, Uberto

Guido Dazzini, Vespone

 

 

 

Ensemble della Haute Ecole de Musique di Losanna-Sion-Friburgo

 

 

 

Violini: Enora Fondain, Flora Santi

Viola: Elisa Zito

Violoncello: Lina Luzzi

Contrabbasso: Zhao Guangyao

Chitarra barocca e arciliuto: Cédric Meyer

 

 

 

La Serva Padrona (1733) nasce come intermezzo su libretto di Gennarantonio Federico destinato a riempire gli intervalli di un'"opera seria", agile e leggero per durata (circa 50 minuti) e personaggi (due, più uno che non parla). Rappresentato a Parigi da una troupe di cantanti-attori itineranti, fu uno dei più grandi successi del secolo e diventò da subito l'opera buffa italiana per eccellenza: rapidità d'azione, leggibilità dei sentimenti, linguaggio musicale che richiama affetti e gesti con chiarezza esemplare, descrizione divertente di tipi umani quotidiani. È forse l'opera che ha avuto più imitazioni e rifacimenti, studiata, ammirata e profondamente detestata da chi osservava impotente il dilagare del gusto "all'italiana" in Europa. In Francia fu l'inizio della famosa "querelle des bouffons", battaglia intellettuale e politica fra i partigiani della nobiltà del gusto francese e quelli che sostenevano un teatro musicale più semplice e popolare, dove, diceva Jean-Jacques Rousseau, "gli attori ridono e piangono a gola spiegata".

La Serva Padrona è la storia di una relazione, burrascosa e tenera al tempo stesso, fra un ricco e pigro "figlio di papà" (Uberto) e la sua serva Serpina, raccontata in maniera gioiosa e non priva di maliziosi sottintesi. Serpina, aiutata dal servo muto Vespone, costringerà Uberto a riconoscere il proprio amore e il matrimonio ne sarà la naturale conseguenza. La relazione diventerà ufficiale e Serpina sarà a tutti gli effetti "padrona". La protagonista diventerà il prototipo femminile dell'opera buffa, ragazza seducente e furba, che non accetta di vivere all'ombra dell'uomo, ma difende con vigore la dignità e la libertà della donna.

L'intermezzo verrà messo in scena in collaborazione con la Haute Ecole de Musique di Lausanne-Sion-Friburgo, nella cui sede lo spettacolo è stato già realizzato lo scorso 8 aprile. Gli studenti delle classi di Canto del Conservatorio di Parma si uniscono, per l'occasione, a un ensemble strumentale di sei studenti della scuola di Sion.