I Concerti del Boito: LA FINTA TEDESCA. Intermezzo per musica in tre atti di J.A. Hasse – 07-05-2019 ore 20:30

I Concerti del Boito: LA FINTA TEDESCA. Intermezzo per musica in tre atti di J.A. Hasse – 07-05-2019 ore 20:30

Foto: @AtelierFotograficoFabioBoschi

 

 

I Concerti del Boito

LA FINTA TEDESCA

o Carlotta e Pantalone

Intermezzo per musica in tre atti di J.A. Hasse

Martedì 7 maggio 2019, ore 20.30

– Auditorium del Carmine –

Ingresso libero

 

 

Coproduzione del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma

e della Haute Ecole de Musique di Lausanne-Sion-Fribourg sito di Sion

 

Clavicembalo e direzione musicale: Riccardo Mascia

Regia: Roberta Faroldi con la collaborazione di Stela Dicusara 

Glassharmonika: Sascha Reckert

Assistente musicale: Almudena Palomino Sanchez

(Edizione critica a cura di Claudio Toscani, edizioni ETS)

 

 

 

Dopo il debutto nella Grande Salle de l'Hemu di Sion, arriva in Italia LA FINTA TEDESCA, progetto condiviso da Conservatorio di Parma (Dipartimento di Canto e Teatro musicale) e Haute Ecole de Musique de Lausanne-Sion-Fribourg, in particolare del sito di Sion, specializzato in strumenti ad arco. I cantanti e gli strumentisti si sono uniti a Sion dal 24 al 27 aprile dopo aver seguito i laboratori rispettivi. Si tratta del risultato finale di un percorso di formazione sulla musica barocca guidato da Riccardo Mascia. Le modalità sono le stesse che hanno guidato la produzione della Serva Padrona nel 2017.

Peculiarità delle repliche italiane, la presenza straordinaria di Sascha Reckert, specialista di Glassharmonika, lo strumento di cristallo che nel Settecento veniva associato, per il suo suono acuto e puro, alla follia, tanto che ancora nel 1835 Donizetti lo userà per la scena della pazzia di Lucia di Lammermoor. Questo raro strumento verrà usato per l'aria di finta pazzia nella terza parte dell'intermezzo.

Il concerto verrà replicato anche a Collecchio: il 9 maggio per le scuole, il 10 maggio al Teatro Crystal aperto al pubblico.

 

La Finta Tedesca, o Carlotta e Pantalone, è un intermezzo buffo del 1728 del giovane amburghese Johann Adolf Hasse, scritto all'arrivo in Italia per il teatro di San Bartolomeo in Napoli. Il compositore scelse in quegli anni l'Italia come patria, diventando poi uno dei maggiori compositori d'opera del Settecento. Scritta sull'onda del successo della Serva Padrona di Pergolesi, andata in scena quattro anni prima, La finta tedesca fu uno dei più popolari intermezzi del Settecento; le sue rappresentazioni sono attestate numerosissime in Italia, Francia e Germania, cavallo di battaglia di musicisti girovaghi e piccole compagnie buffe, per il suo semplice allestimento e i suoi immediati meccanismi comici tratti dalla commedia dell'arte.

 

Cosa sono gli intermezzi? Piccole opere tascabili, in genere con due o massimo tre personaggi, una piccola orchestra, di argomento buffo, gli intermezzi si chiamano così perché venivano rappresentati negli intervalli delle opere serie, molto più lunghe ed elaborate. Il capostipite di questo genere è considerato “La serva padrona” di Pergolesi, andata in scena nel 1724 a Napoli. Gli intermezzi affondavano le radici nella “commedia dell'arte”, la tradizionale commedia di maschere, spesso improvvisata, dove la comicità serviva a poter affrontare con libertà problemi anche spinosi, vizi e corruzione di ampi strati della società, scontri fra livelli sociali e fra sessi. Le maschere, che a volte appaiono con i loro nomi originari (come Pantalone nella Finta tedesca), dimostrarono subito una tale vitalità e attualità, che crediamo ancora conservino, e fecero nascere a centinaia le storie dell'opera buffa italiana, che divenne lo spettacolo più seguito di tutto il Settecento e gran parte dell'Ottocento. I musicisti e il pubblico capirono presto che col pretesto della maschera si poteva raccontare l'umanità in tutta la sua meschinità e grandezza, volontà di prevaricazione e sete di giustizia. Una miniera infinita di storie per raccontare come siamo fatti.

 

UN UOMO VIGLIACCO E UNA DONNA IN CERCA DI DIGNITÀ

La Finta tedesca è un'opera di comicità sfrenata in cui un uomo e una donna mettono alla prova il reciproco amore e la gelosia travestendosi più volte. Agguati, inganni, pasticci di dialetti, lingue e linguaggio tecnico, sono le acrobazie sceniche in cui vedremo impegnati i personaggi. Le schermaglie cominciano in casa del ricco farmacista Pantalone, dove la giovane Carlotta si è fatta assumere come serva fingendosi tedesca e ha evidentemente intrecciato una relazione amorosa (o semplicemente di sesso) col padrone. Una tale relazione non potrà mai essere alla pari: una serva sedotta non potrà mai essere sposata dal padrone perché la società non accetterebbe l'ufficializzazione di una simile situazione. La battaglia per la dignità consiste quindi nel costringere Pantalone a riconoscere di essere innamorato e superare le barriere sociali che impediscono il matrimonio.

Nel primo atto, dopo averlo fatto ingelosire, Carlotta ricorderà a Pantalone la promessa di sposarla, rivendicherà fermamente giustizia. Pantalone, spaventato dallo scandalo, rivela tutta la sua vigliaccheria offrendo alla ragazza del denaro in cambio del silenzio (Se taci, Carlotta, ti voglio dotare), cosa che Carlotta rifiuta minacciando di ricorrere alla legge. Nel secondo atto arriva effettivamente un avvocato in casa di Pantalone, che è in realtà Carlotta travestita. Parlando in bolognese, come voleva nel teatro dell'epoca il ruolo di avvocato, la ragazza incalza Pantalone, che cerca di difendersi farfugliando che è stata tutta colpa della donna, che ha accettato la relazione... Anche lui si traveste allora da avvocato di se stesso, alla ricerca disperata di argomenti in sua difesa (Coi sofism e i argument...) e la scena finisce in modo grottesco a colpi di carte bollate e ingiunzioni. Sembra che la vicenda sia giunta a un punto morto. Ma ecco che nel terzo atto, Pantalone, non sapendo come cavarsela, cerca di fuggire, brontolando di non poter mai adattarsi a un matrimonio dove comanda la donna (Sempre vi son ruine in quella casa dove comandano le galline e il gallo tace!). Sulla via incontra però Carlotta, che si finge pazza e smarrita nella notte; la ragazza costringe l'uomo a difenderla da immaginari pericoli, suscitando la pietà di Pantalone. A poco a poco Pantalone ammette di essere innamorato e di non poter fare a meno di lei. Quando la ragazza finge di stare per morire non resiste più e la abbraccia con passione. Si festeggia quindi il matrimonio e l'orchestra trascina personaggi e pubblico in una danza scatenata.

 

Carlotta, serva

Ayaka Arima

Stela Dicusara

Miki Hasegawa

 

Pantalone, suo padrone di casa

Lorenzo Marchi

Bryan Sala

 

Un ussaro e un servo che non parla

Lorenzo Marchi

Bryan Sala

 

Violino I

Bernardo Alcoforado Barreira

 

Violino II

Mélodie Pican

 

Viola

Clément Bufferne

 

Violoncello

Emmanuelle Schneider

 

Contrabbasso

Yuyang Peng

 

Chitarra barocca e arciliuto

Cédric Meyer