Mozart in viaggio verso l’Olimpo. Concerto finale del Laboratorio di prassi esecutiva di musica antica, a cura di Petr Zejfart – 29-04-2017 ore 20:30

Mozart in viaggio verso l’Olimpo. Concerto finale del Laboratorio di prassi esecutiva di musica antica, a cura di Petr Zejfart – 29-04-2017 ore 20:30

 

 

Mozart in viaggio verso l’Olimpo

Concerto finale del Laboratorio

di prassi esecutiva di musica antica

A cura di Petr Zejfart

Sabato 29 aprile 2017, ore 20.30

– Auditorium del Carmine –

Ingresso libero

 

Petr Zejfart, direttore e concertatore

Tommaso Binini – flauto solista

Ensemble Accademia del Carmine

del Conservatorio di Musica "Arrigo Boito"

 

 

 

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)

 

Ouverture da “La Clemenza di Tito” K.621

Allegro

 

Concerto in Re maggiore K.314 per flauto e orchestra

Allegro aperto

Andante ma non troppo

Allegro

 

**************

 

Sinfonia in Do maggiore n. 41 “Jupiter” K. 551

Allegro vivace

Andante cantabile

Menuetto

Molto allegro

 

 

 

Ensemble Accademia del Carmine del Conservatorio di Musica "Arrigo Boito":

Flauti: Tommaso Binini, Arianna Raffaelli

Oboi: Nicola Falvella, Rebecca Roda

Clarinetti: Filippo Ferri, Serena Capizzi

Corni: Tea Pagliarini, Giovanni Campanardi

Fagotti: Eva Le Rose, Federica Zanotti

Trombe barocche: Giorgio Bugini, Federico Scaglione

Timpani: Saverio Rufo

Violini primi: Elena Sofia De Vita, Inesa Baltatescu, Ottavia Reggiani, Cristina Cazac, Irene Maggio

Violini secondi: prof. Luigi Mazza, Giulia Vitale, Eliana Marsigliante, Stefania Ranaldo, Davide Medas

Viole: Nicola Sangaletti, Enrico Osti, Elisa Zito, Marco Romeo

Violoncelli: Giovanni Crivelli, Gabriele Riccucci, Leonardo Preitano, Nicholas Bragantini, Carolina Merlo Bertazzoni

Contrabbasso: Donato Bandini

 

 

 

Il concerto è l'esito di un Laboratorio di prassi esecutiva di musica antica curato dal prof. Petr Zejfart, rivolto agli studenti di strumento moderno, interessati ad avvicinarsi al mondo della musica antica. La filologia musicale, intesa come prassi esecutiva corretta e consapevole della partitura d'epoca, essendo da tempo uscita dalla fase di sperimentazione, è ormai parte indispensabile della formazione globale del giovane musicista. Il Prof. Petr Zejfart, docente di Musica di Insieme per fiati del Conservatorio di Musica "Arrigo Boito", insegna da anni curando anche formazioni miste. Una delle principali finalità del corso, è quella di fornire all’allievo la conoscenza di nuovi orizzonti interpretativi, basati su esperienze ormai consolidate attraverso la pratica con gli strumenti d’epoca.

 

 

Petr Zejfart è nato a Praga (Rep. Ceca) dove ha compiuto l’intero corso degli studi musicali, iniziati precocemente con la madre pianista e terminati con la Laurea Magistrale all’Accademia delle Belle Arti. Il suo percorso ha mirato fin da subito alla professione, prima con il pianoforte e poi con il flauto. In questa ottica sono i numerosi concorsi solistici, cameristici e orchestrali nei quali ha sempre potuto trovare conferme sulle ragioni della strada intrapresa. Ugualmente fondamentali sono state le innumerevoli opportunità concertistiche programmate in ambito scolastico, che gli hanno permesso di fare diverse tournée in Europa come solista o prima parte in orchestra. Giovanissimo, ha iniziato ad insegnare flauto traverso e flauto dolce in una delle tante e vivaci scuole di musica della città. A seguire, la vincita del concorso per l’orchestra sinfonica FISYO di Praga. Dopo il suo trasferimento in Italia si è dedicato con decisione allo studio del flauto dolce e della musica antica, arrivando presto a collaborare con importanti gruppi cameristici ed orchestrali, esibendosi nelle più importanti sale europee. Insegna in Conservatorio a Parma musica di insieme per fiati, ed è proprio nell’ambito cameristico che ha potuto operare una sintesi tra la formazione ricevuta nel suo paese di origine e le esperienze acquisite successivamente nell’ambito della musica antica. In questo senso vanno letti i tanti laboratori di prassi esecutiva del repertorio del XVII e XVIII secolo che si succedono di anno in anno e che consentono a molti giovani musicisti di avvicinarsi in modo consapevole alle peculiarità del linguaggio musicale di questo periodo, e di interiorizzarle senza che lo strumento moderno rappresenti un limite. Diverse anche le collaborazioni su progetti d’insieme strumentale con Conservatori europei (Praga, Eisenstadt, Hamburg, Malaga, Szeged).